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Quali sono i limiti di velocità dell'API?
Le nostre API REST e WebSocket prevedono limiti di frequenza che incidono sul numero di richieste effettuabili in un breve intervallo di tempo. I limiti di frequenza sono concepiti per proteggere le API da eventuali attacchi (come gli attacchi DDoS) e per prevenire manipolazioni dei libri ordini (ad esempio attraverso interventi con cui vengono rapidamente presentati o annullati ordini di grossa entità).
I limiti di frequenza dell’API Spot sono suddivisi in tre sezioni (limiti applicati agli endpoint pubblici, limiti applicati agli endpoint privati e limiti per il trading) in funzione dell’interfaccia API utilizzata (REST o WebSocket) e del tipo di richiesta effettuata (riguardante dati di mercato, gestione dell'account o presentazione/annullamento di ordini). Per conoscere i limiti applicati alle richieste inviate all’API (REST) in merito ai futures, leggi questo articolo del supporto.

Limiti applicati agli endpoint pubblici (dati di mercato REST)

Gli endpoint pubblici dell’API Spot prevedono limiti di frequenza basati sull’indirizzo IP e sulla coppia di valute per le richieste relative a trade e OHLC e sull’indirizzo IP solo per le richieste dirette a tutti gli altri endpoint pubblici.
Chiamare un endpoint pubblico con una frequenza pari a 1 al secondo (o meno) rientrerebbe nei limiti previsti, ma il superamento di questo livello potrebbe comportare l’applicazione di un limite alla frequenza delle chiamate. In caso di raggiungimento dei limiti previsti, eventuali ulteriori richieste verrebbero bloccate per alcuni secondi (o anche per un intervallo di tempo più lungo se si continua a chiamare mentre sono attivi i limiti di frequenza).

Limiti applicati agli endpoint privati (gestione dell'account REST)

Gli endpoint privati Spot prevedono limiti di frequenza per API key basati su un contatore che parte da 0, aumenta a ogni richiesta e diminuisce nel tempo. Ogni contatore dell’API key è distinto e, se supera il valore massimo, alle successive richieste effettuate utilizzando l’API key verrebbero applicati limiti di frequenza. Al superamento di questi ultimi, le eventuali chiamate aggiuntive verrebbero bloccate per alcuni secondi (o anche per un intervallo di tempo più lungo se si continua a chiamare mentre sono attivi i limiti di frequenza).
API_Endpoint_Counter_Increase.png
API_RESTVerificationLevelChart_10072020.png

Limiti applicati agli endpoint per il trading (presentazione/annullamento di ordini su API REST o WebSocket)

Gli endpoint per lo spot trading (AddOrder/CancelOrder su REST API e addOrder/cancelOrder su API WebSocket) prevedono limiti di frequenza per account e coppia di valute e si basano sulle interazioni fra gli ordini registrati nel libro ordini.
In breve (versione sintetica), ad ogni account e coppia di valute corrisponde un numero massimo di punti utilizzabili ogni secondo senza raggiungere i limiti di frequenza per il trading. Questi punti vengono consumati durante le operazioni di presentazione, esecuzione e annullamento degli ordini e ricaricati col passare del tempo. Se si utilizzano più punti del consentito (in base al tipo di account), alle successive richieste viene applicato un limite di frequenza.
Affinché gli utenti della nostra piattaforma possano calcolare il numero preciso di ordini che possono presentare/eseguire/annullare in base alla propria strategia di trading (tasso di esecuzione degli ordini, ciclo di vita degli ordini nei relativi libri, ecc.) vengono loro fornite informazioni dettagliate sui limiti di frequenza applicati al trading. Per comodità vengono illustrati esempi relativi a diversi tipi di account e strategie di trading di base, unitamente a uno strumento di calcolo per determinare i limiti di frequenza in caso di strategie più complesse.